Opinione ormai comune è che, sotto la spinta dei vini di taglio
internazionale dal Nuovo Mondo, esportare il territorio, con tutto il suo patrimonio di tipicità, costituisca uno degli argomenti più interessanti e
convincenti per mantenere e incrementare le quote di mercato dei vini europei.
genius loci, dal latino padre del terroir francese - ma con un accento in più
sul concetto di generare, intrinseco al lavoro dell’agricoltore e,
soprattutto, del vignaiolo -, offre un proprio approccio all’esportare il
territorio: importare estimatori.
I produttori di genius loci propongono vini, dai fortissimi legami con il
proprio territorio e con una tipicità tale da renderli unici, reperibili
soltanto nella loro zona: gli estimatori, per berli, dovranno necessariamente
recarsi colà.
Perché se è vero che genius denota il Dio, la forza generatrice che sottosta
a ogni cosa o luogo, loci avvinghia quel genius a ogni preciso terreno: il
genius loci di un vino, descrivendone mirabilmente l’insita sacralità,
esorta tuttavia l’estimatore alla presenza in quel territorio, affinché possa
coglierne appieno tale sacralità.
Ecco, quindi, l’essenza di genius loci: presentare uniti una serie di vini
che possano essere reperiti dai consumatori solo nella zona di cui sono
espressione. Una bottiglia, infatti, per quanto eccellente possa essere, non
potrà mai essere esaustiva di se stessa; la sua piena conoscenza si potrà avere
calcando il suolo che l’ha prodotta, guardando i volti delle persone che colà
abitano, apprezzando la luce, la morfologia, l’intervento umano, dai casolari
alla culinaria, in quella regione... Il fine associativo diviene, quindi, non
solo presentare un vino, ma anche il territorio di cui tale vino è espressione.
Si tratta, pertanto, di una associazione, più che fra produttori, fra vini che
abbiano in sé valenze anche turistiche e culturali.
Questo, quindi, il nostro scopo ultimo: offrire agli estimatori, ognuno per
il proprio ambito ma uniti nella proposta, un vino e il suo genius loci.
E chi
migliore ambasciatore d’una qualsivoglia bellezza di colui che ha potuto viverla
di persona?
Ecco, dunque, la risposta di genius loci: esportare il territorio?
Importando gli estimatori!